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18 febbraio 2020

OLIMPIA  STA’ A METTE SU FAMIJA  CO’ TUTTO QUELLO CHE JE CAPITA


Con l’Inter abbiamo vinto du’ vorte. Noi Cenerentola fatta co’ du’ spicci, co’ ‘na bella zucca, quattro sorci e poco più, abbiamo vinto contro lo strapotere finanziario, contro “me lo compri papà, l’allenatore più vergognosamente viziato di questo campionato. Che goduria. E Olimpia che sta’ a diventà granne, e sta’ a mette su casa, a Conte j’ha fregato idealmente puro er parrucchino. 


De quello che sta succede al numeroso e  rugantinico popolo delli romei svota pitali altrui, trasfomatosi in popolo di gufi, per fortuna incapaci, che dire che nun è stato detto? M’aripeto:


A’ STRAGE DE GUFI CONTINUA


Ar gol de l'interista novo venuto
tra  loro se so' detti nulla è perduto,
poi Immobile e Milinkovic, l'hanno risvejati,
e tutti de brutto a piagne rattristati.

Porelli, staveno assisi su quei trespoli poco garantiti
quanno je so' sartati i poggia zampe difettati,
e l'asta, l'unica rimasta lunga lunga,  e dritta dritta,
j'è entrata da lì dietro e j’è sortita da lassù, dietro l'orecchietta.

Er Sommo Vater 
                                     

                                    Decimo




17 dicembre 2019

E MA COSI’ CE MORENO TUTTI…


La Lazio è la squadra che ha fatto più punti negli ultimi minuti. Questo significa che oltre ad una invidiabile forma fisica  c’è anche una buona tenuta psicologica, una determinazione che pochi hanno. Ieri abbiamo giocato con giocatori, Acerbi, Leiva  per dire, con la paura di ricevere un cartellino giallo che li avrebbe  esclusi dalla finale di Super Coppa italiana. Con il freno a mano tirato.

Meritavamo di pareggiare ma abbiamo strameritato di vincere per la voglia che avevamo di farlo. Solo una grande squadra vince partite così. Magari stavorta ce sarvamo in anticipo, ma l'atri?...

Per l'artri che dire... Giornata dopo giornata la moria dei gufi continua e quasi sempre accade negli ultimi minuti, quelli che fanno più male perché lì la pompa non li assiste e il trespolo neppure… Pensavi de aveccela fatta e invece...

Per l’ennesima volta ripropongo un poesia sui trespoli difettati, sui gufi e su Caisedo, che all’urtimo sempre lui segna…variandola alla  bisogna…   Spero che sia il dolce refrain di questo campionato:

 L'URLO STRONZATO

S'ereno in 100mila polli e più aradunati
e ar novantaduesimo se sentivano arivati,
e già se daveno de gomito, l'avemo aripresi,
 fu così che sur gol de Caicedo l'ha disgrazia l'ha  sorpresi.

Staveno assisi su quei trespoli poco garantiti
quando je so' sartati i poggia zampe difettati,
e l'asta, l'unica rimasta lunga lunga,  e dritta dritta,
 j'è entrata da lì e j’è sortita da lassù, dietro l'orecchietta.

Decimo. Er sommo Vater

09 dicembre 2019

QUATTRO FOTO, UN’EPOCA?

 
Non vojo enfatizzà, anche se sabato sera ha perso lo migliore Juve di questo    

inizio campionato, ma ditemi se queste belle foto, se la foto della bella ragazza

non voglia significare che abbia fatto incontri particolari del terzo tipo.

Lei fotografata al minuto 94 di Lazio Juve che cosa ha visto, chi ha incontrato^

So' arivati  i marziani?

Decimo

 

29 novembre 2019

SO' ARI TORNATI L'AMERICANI

Mo co st'artro americano che s'affaccia, dovrei scrive n'artro coso?  Riposto solo quello vecchio tanto ar massimo questo s'aricompra un trattore novo. Ovviamente la foto è tutta "burin romeo original" niente fotomontaggi come quelli postati dalla propaganda Romea



E questa è la patacca romea, ce ne fosse una sola. Per il resto tutto come qualche anno fa e allora quer post ariposto (che impiccio de parole)

SO' TORNATI L'AMERICANI

L’americo Pallotta risproloquia. Sogna una partita al Colosseo e sempre lo scudetto. A Decimo ma nun avemo scritto gnente sull’americoni della Romea? Si??? E allora aritrova e vai….


Ps. Americoni non è uno sbaglio è il connubio tra americani e Nando Meliconi che ritorna. Allora faceva Tarzan mò che s’accontenta de tutto, fa solo er romeo, cor trattore.

13.11.2012


SO' TORNATI L'AMERICANI

A forza de sentì da l’antenati loro ‘a storia, in ‘gni sarsa  ariccontata,
de come, dall’omo nero, Roma eterna avevano sarvata,
i nipotini s’ereno messi in testa che a’ prima occasione
se sarebbero comprati er Colosseo, insieme a ‘n granne squadrone.

Ma nun capenno ‘n cazzo de  storia, detto papale papale,
n’hanno compreso  che Roma fu  fonnata da Romolo er  laziale,
e se so’così aritrovati a comprà ‘na  squadra che se spaccia pe’ romana
ma è stata approggettata n’a sperduta  landa abbruzzo-marsicana,

Così quanno j’hanno proposto ‘a Romea creata da ‘i neri pellegrini in orbace,
je sembrava d’avè toccato er cielo co’ ‘e dita, d’avé acceso er foco co’ ‘a brace.
“Finarmente!  Ora come ‘i padri nostri a Roma s’aritroveremo
‘n trionfo  su l’orme de Romolo e  der fratello  Remo”.

Ma ‘n par de ciufoli! Sarete ar contrario aricordati, e  puro in coro,
come chi s’è comprato ‘na squadra romea fonnata da Fosco, fascio buro e puro,
facenno arivortà nella tomba,  e nun potrebbe esse artrimenti,
‘i nonni vostri che  p'a città eterna hanno combattuto e sopportato patimenti.

In conclusione questa è a fine che fanno l’omini che nun vargono ‘na tacca,
coreno, soffreno, se illudeno e l’artri j’ammollano, puntuali, ‘na patacca.


Decimo, er Sommo Vater





26 novembre 2019

L'URLO STRONZATO


 
Ieri è successo una cosa strana, al novantunesimo Roma calcistica era tutte sulle spine, più che sedie sembravamo tutti seduti sui trespoli. Meglio loro lo erano, noi sur 3 a 0 a che  trespoli potevi crede. Potevi solo sperare in un miracolo che più il tempo passava e più ti sembrava impossibile. Loro ad un passo da un urlo liberatorio, noi, che lo dico a fà, tutti su spilli appuntiti. Mai vedere partite con i "nemici" di sempre. Indubbiamente se stavano a rilassà, telefonate all'amichi, battute come se piovesse, no, non sur campionato ma era la nostra partita che je interessava.
 
 
 
Poi quer passaggio divino tra Luis e Felipe, la palla lemme lemme che entra, un boato, il nostro, l'urlo loro che era pronto a esplode che je scoppia in gola e certe facce cadute dar trespolo, che v'o dico a fà. 'Na poesia per un laziale...
 
 
 
L'URLO STRONZATO

S'ereno in 30 mila polli e più aradunati
e cor terzo gol se sentivano arivati,
e già se daveno de gomito, l'avemo ripresi,
 fu così che sur gol de Caicedo l'ha disgrazia l'ha  sorpresi.

Staveno assisi su quei trespoli poco garantiti
quando je so' sartati i poggia zampe difettati,
e l'asta, l'unica rimasta lunga,  e dritta dritta,
 j'è entrata da lì e j’è sortita lassù, dietro l'orecchietta.

Decimo. er sommo Vater

28 marzo 2015

(06) SO’ ANCORA VIVI.

(06)
25/03/15

Passeranno ‘na bona Pasqua, stavolta “l’abbacchi allupettati” la prima Pasqua l’ha passata, ma qualcosa mi dice che quest’anno ce ne saranno altre di Pasqua…

SO’ ANCORA VIVI.

Sembravano tutti definitivamente morti

gnente pareva ne potesse risollevà ‘e sorti,

poi ar momento d’esalà l’urtimo respiro

i tre punti cor Cesena so’ stati ossigeno puro.



Tanto è bastato pe falli ‘n poco respirà

e pe’ nun fasse da quelli d’a Lazio sorpassà.

E così i romei da poco, sta manica de cippe,

so’ tutti contenti d’avè sarvato ‘e chiappe.



Ma er sorpasso ve peserà come un macigno

su quer muso romeo, su quer brutto grugno.

Me sa che sta storia non finisce qua

e dopo er derby chi sta avanti se vedrà.



Poi tornanno a voi, ma che parlate a fa,

quant’erano ‘e vittorie che dovevate festeggià?

Scudetto, Europa league, coppa Italia e coppa co’ l’orecchie.

Avete perso tutto? No sbajate, ve resteno ‘e petecchie.



Decimo

Riproduzione riservata














10 marzo 2015

(05) I RIBELLI E GLI EGUALI

(5)
20/02/2015

 


 

In un epoca brutta, che v’o dico a fa,

pe’ tutta quanta l’intera umanità,

nove regazzi notanno contro corente

diedero vita a ‘n sogno unico, splendente.

 

All’arba de ‘n secolo co’ ‘n nazionalismo demenziale,

che avrebbe fatto d’omini ‘na strage gnente male,

diedero vita a ‘n sogno de  sport che tutto affratella,

l’unica cosa che colora sta vita, c’a rende più bella.

 

E così ‘o  sport olimpico, universale, che ‘e guerre fa cessà

fu portato a Roma  da ‘na granne umanità,

e pe’ fa capi ch’er sogno era de granne portata

co’ i colori der cielo ‘a Lazio fu abbandierata.

 

Se potrebbe chiude qui co’ sto sogno controcorrente

de nove ragazzi de Roma c’hanno acceso la mente

ma quelli hanno fatto de tutto, mejo de più

se so sentiti eguali, se so dati der tu.

 

Concludendo, in un’epoca buia senza pari,

co’ tanti servi e  puro co’  tanti somari,

decisero d’esse ribelli, contro corente,

e d’esse puro eguali, uguali tra la gente.

 

                      Decimo

 

riproduzione vietata.

 

26 febbraio 2015

(04) 'A RESIDENZA.


(04)

20/02/15

 
Da quello che capisco sono uno dei pochi che riesce a realizzare che
una società che si richiama gli ideali olimpici, universali dello sport che
affratella i popoli e fa cessare le guerre non centra nulla con i buuh razzisti
spacciati per goliardia. Figuriamoci se posso giustificare che per uno
spettacolo che dovrebbe essere stupendo ci possano essere violenti
disposti a mettere a ferro e fuoco una città. Una volta il calcio a Roma era
sfottò, risposte salaci, arguzia. Ai derby si andava insieme al tuo amico “difettato”
dell’altra sponda, e poi magari, per chi perdeva, c’era il taglio dei capelli,
il bagno in fontana, un giro in mutande, una cena da pagare, poi sono arrivati
i mostri.

Per me abruzzesi, romani, laziali, milanesi, lombardi, sono la stessa cosa, ma
questa poesia me scappava come se dice, proprio de fora, scusate…

 

Poi uno dice che fa male a parlavve così
ma quanno ve consijavo de ‘sta fermi lì
c’avrò avuto più che ‘na bona ragione
pe’ non favve cambià residenza e regione.

Che nun se capiva che n’ abbruzzese,
de brutt’aspetto e de poche pretese,
mai sarebbe dovuto venì qui tra i pochi romani
che pe’ lui so rimasti sempre marziani?


Mo’, ortre tutto, c’è pe’ giunta ‘a beffaccia
che c’hanno sfregiato puro a’ barcaccia,
e tutto questo perche Italo, er romeo abbruzzese,
se spacciò pe’ romano invece de restà corropolese.

                               Decimo

Ps. Certo come vanno le cose in questo paese e negli altri. Qui migliaia di persone hanno occupato il centro storico, deturpato una delle più belle fontane  al mondo, in una delle più belle piazze del pianeta e cosa succede? Ventidue arresti, già ovviamente rilasciati. I tifosi della Lazio in Polonia sono stati arrestati in centinaia, anche solo per aver camminato sui marciapiedi, e alcuni ci sono stati mesi in galera, senza aver sfregiato nessun monumento, solo per aver bloccato il traffico pedonale agli pedoni. Vedere in merito questo vecchio post:  POLONIA UEFA VINCONO CONTRO I TIFOSI CALCIO 149 A 0? CONTRO IL RAZZISMO O SOLO CONTRO I TIFOSI?
 

09 novembre 2014

(37) SO’ TORNATI L’AMERICANI!

(36)
08/11/14

 

L’americo Pallotta risproloquia. Sogna una partita al Colosseo e sempre lo scudetto. A Decimo ma nun avemo scritto gnente sull’americoni della Romea? Si??? E allora aritrova e vai….
 

Ps. Americoni non è uno sbaglio è il connubio tra americani e Nando Meliconi che ritorna. Allora faceva Tarzan mò che s’accontenta de tutto, fa solo er Romeo.



13.11.2012


SO’ TORNATI L’AMERICANI!


Ve l’aricordate de quanno, ‘n par de anni fa, so’ tornati l’americani

pe’ comprasse la famosa squadra de li buro pellegrini?

A forza de sentì da l’antenati loro ‘a storia, in ‘gni sarsa  ariccontata,

de come, dall’omo nero, Roma eterna avevano sarvata,

i nipotini s’ereno messi in testa che a’ prima occasione 

se sarebbero comprati er Colosseo, insieme a ‘n granne squadrone.


Ma nun capenno ‘n cazzo de  storia, detto papale papale,
n’hanno compreso  che Roma fu  fonnata da Romolo er  laziale,
e se so’così aritrovati a comprà ‘na  squadra che se spaccia pe’ romana
ma è stata approggettata ne la sperduta  landa marsicana,
fija de quer regime finto marziale,
che ’i nonni loro avevano sdrumato gnente male.


Così quanno j’hanno proposto ‘a Romea creata da ‘i neri pellegrini in orbace,

 je sembrava d’avè toccato er cielo co’ ‘e dita, d’ave riacceso er foco co’ ‘a brace.

“Finarmente!  Ora come l’antenati nostri a Roma s’aritroveremo,

 ‘n trionfo  su l’orme de Romolo e  der fratello  Remo”.


Ma ‘n par de ciufoli! Sarete ar contrario aricordati, e  puro in coro,

come chi s’è comprato ‘na squadra de romei fonnata da Italo er Fosco, fascio buro e puro,

facenno arivortà nella tomba,  e nun potrebbe esse artrimenti,

‘i nonni vostri che  pè a città eterna hanno combattuto e sopportato patimenti.


 In conclusione questa è a fine che fanno l’omini che nun vargono ‘na tacca,

coreno, soffreno, se illudeno e l’artri j’ammollano, puntuali, ‘na patacca.


                                                              Decimo

  

Riproduzione vietata.


31 ottobre 2014

(36) STORIE DE DERBY. FERRUCCIO E ER MARAMALDO A CIASCUNO IL SUO

(36)
30/10/14

Questa è una poesia, non l’unica, che ho scritto per una grande “benefattore”  della Lazio. Francesco Totti è di certo un campione, cosa che certi finti tifosi laziali, che io definisco “pittati de blù”,  non sanno  e non vogliono riconoscere. Francesco Totti è soprattutto uno che sa essere coach (in romanesco se pronuncia in un altro modo) e che esaltato da un ambiente coach, riesce a dimenticarsi nei derby di essere un grande giocatore per indossare i panni, meglio le magliette con le quali irridere gli avversari. Il suo problema, tra “amo’ oggi che me metto sotto?”,  è che questa sua voglia di perculeggiare è talmente tanta che poi le partite della vita le toppa in discreta quantità (8finali perse, record!) Gli vorrei chiedere che ti eri messo il 26 di maggio, ma sorvoliamo. Post queste due vecchie poesie che per un disguido non erano mai state apparse su questo sito.

 

 

 17 marzo 2011

 

    Scrivi una poesia sul derby, peraltro riuscita, e ti accorgi che coloro cui è rivolta e che accusi di avere comportamenti da Maramaldo non solo la gradiscono ma ci si riconoscono alla grande. Si perchè se accusi un Maramaldo di essere tale, se lo è veramente ne sarà contento. Per questo ho sentito la necessità di una poesia .....di puntualizzazione.... 

 

A CIASCUNO IL SUO

 

'Na prefazione è doverosa.

All'inizio 'sta poesia m'ha mischiate l'idee.

Piaceva a me, ma a loro quasi de più, e me chiedevo:

Ma come, ve chiamo Maramaldi e aridete?

Ma che gioco strano è questo?

Strano? È er gioco de 'a vita.

Avete visto mai 'a pupù?

E che s'offenne se 'a chiamate pe' nome?

Contenta, cerca solo de puzza 'n po' de più.

 

STORIE DE DERBY. FERRUCCIO E ER MARAMALDO

 

Te l'ha ricordi Francè de quann'eri piccolino

e la maestra de scola, che chiamavi “alimentare”,

t'arriccontava 'a storia de Ferruccio er capitano,

ammazzato dar Maramaldo, vijacco  e assassino?

 

A storia, 'o studio, non t'hanno mai attizzato

ma quer ricconto t'ha in pratica  segnato.

Volevi diventà come Ferruccio, er capitano

e sempre contro ar Maramaldo,  appunto l'assassino.

 

Ma 'e cattive compagnie c'hai frequentato

quer bravo regazzo ch'eri l'hanno proprio aruvinato.

Te l'aveva detto mamma tua, leggi Pinocchio

dove a evità brutti ceffi 'mpari i''n batter d'occhio.

 

Tutta la vita a corre appresso ar sogno de bambino

de diventà come er Ferruccio de Firenze, un granne capitano

e poi 'e cattive compagnie,c'ho sai come va,

spesso te fanno fa er contrario de quello che volevi fa.

 

E così t'aritrovi a festeggià co' na maja su petto

l'aripurga a chi t'aveva dato quattro lezioni in fila de carcetto.

T'hanno trovato a affogà de sputi 'n poro danesino

e a corre appresso a l'avversari come un vecchio malandrino.

 

'Gni du minuti chiedi all'arbitro n'espursione

perchè l'avversario tuo t'ha guardato storto  prima d’ogni azione

Poi hai cercato, come ai tempi belli,

de' spezzà 'e gambe puro a Balotelli.

 

Ma er patratrack, er granne botto

sei riuscito a fallo solo co' l'urtimo derby quaresimotto.

Te ripeto, tutta 'na vita hai studiato pe' diventà er granne capitano

e poi t'aritrovi a segnà a  'n portierino,

co' 'a faccia verde pe' er  laser truffaldino.

 

M'aripeto ancora. Tutta 'na vita caro Franceschino

hai corso appresso ar sogno der granne capitano

e invece co' 'sto derby sarai aricordato

come er Maramaldo vijacco che ha segnato du' gol a un cojone  sapennolo accecato.

 

                                      Decimo

 

 


 

 

Riproduzione vietata

29 ottobre 2014

(35) ER SENSO D'A VITA

(35)
29/10/14
 
Quello che è successo a Cristian e a suo padre mi porta a delle considerazioni. Ognuno ha sue spiegazioni per queste tragedie che ci lasciano sgomenti. Le diamo con la nostra cultura, con il nostro vissuto. Confermo in pieno quanto scritto di getto. Questo per  me è l’ulteriore conferma della non esistenza di Dio. La nostra esistenza, malgrado  tanti cantori ce la descrivano come una cosa sempre meravigliosa, alla baci perugina, è sempre legata alla casualità. Svolti l’angolo e ti può succedere di tutto e il suo esatto contrario. La vita ti può anche offrire regali  meravigliosi spesso confezionati  con carta “tutta spine”.  
 
 
01/04/14
 
 
 Questa non è solo una poesia, è una filosofia di vita, mia madre ne ha riso.
 
 
 
 
 
 
 
ER SENSO D’A VITA
 
A dillo forse se fa’ peccato
visto che  quarche sfizio m’o so’ puro levato,
eppure ‘sta  preghierina, ‘n sacco amara,
‘gni tanto me sorte fora, para para.
 
Oh mammina  mia bella, e puro bendetta,
ma quer giorno nun bastava faje solo‘na pugnetta?
Nu’ ‘o dico da puritano, che io n‘i posso sopportà,
ma se  quer giorno facevi  solo ‘na passeggiata co’ papà?
 
Questo è er senso d’a vita che si sei svejo a capì ‘e cose
T’accorgi presto che so più ‘i dolori che ‘e rose.
Eppure c’è gente, e sotto a chi tocca,
che l’impicci s’i crea cor sorriso ‘n bocca.
 
Certo n’artro fratè avrebbe preso tutto er cucuzzaro,
ma io nun me sarei mai fatto pe’ questo er sangue amaro.
Quello tutto felice de avello preso ‘n quer posto là,
io ner purgatorio o all’inferno, o ner nulla, festeggiavo puro là.
 
                             il sommo vater
 
 
Nelle storie da Lazio     (35)
 
 
riproduzione vietata