Eh si, Rino Gattuso detto ringhio forse si sta trasformando in un cigno che ringhia e che sta salvando la Lazio. Sette partite e 19 punti, un nuovo record nei confronti della Lazio di Sven Goran Eriksson del 1999 2000 ma non per vincere lo scudetto, come allora fece quella squadra, ma per conquistare la salvezza anticipata e ci mancano ancora 21 punti per averne la sicurezza matematica.
Strano mondo quello dei lontani cugggini romei, mentre la Lazio con 19 punti lotta per salvarsi loro con 17 punti lottano per lo scudetto. Ma va bene così. Magari dopo la salvezza ipotechiamo pure una partecipazione futura a qualche coppa.
La partita? Che dire incominciamo dal solo sufficiente Pedraza, dai più che sufficienti Frattesi e Floriani Mussolini. Poi il quasi inattivo per mancanza di tiri Mandas che comunque ha dimostrato notevoli passi avanti con i piedi e determinazione nelle uscite fuori dai pali. Dopo il momentaneo vantaggio ho avuto qualche paura per qualche minuto intorno al 50° minuto o giù di lì, ma per fortuna è durato poco. Non abbiamo ripetuto lo sbandamento momentaneo avuto con il Venezia, col Milan e col Monza.
Gli altri hanno meritato tutti almeno il sette. Bene Belayhanne, Pinamonti e Noslin. Poi Zaccagni, bene Sutalo, in una partita ineccepibile con un solo errore prontamente corretto che ci poteva costare caro. Tavares si è ripetuto difensore che è anche una spina nel fianco della difesa avversaria, poi Zaccagni, Dele-Bashiru, Taylor. Un 8 e forse più a Provstgaard e Isaksen che hanno fatto fischiare le orecchie ai difensori juventini e seganto due bei gol...
Al cigno che ringhia, al cigno di Corigliano Calabro, un bel 9 per professionalità e umiltà al tempo. Come dare di meno a chi è nato come la squadra che allena il 9 gennaio, più predestinato di così… Daje ringhio, DAJE…
Inutile ricordare che PROTESTA CHE VINCE NON SI TOCCA. La Lazio e i laziali, per Lotito ‘sta cazzo de storia, aspettano ancora scuse che non arriveranno mai… mai…
Decimo il laziale
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