Di questa Lazio Inter di campionato me frega er giusto, poco o niente, mi interessa di più parlare di questo:
E’ di ieri la notizia che gli ultras della Lazio inquisiti dal 2005 sono statti tutti assolti perché il fatto non sussiste. Questo processo ha del clamoroso. Gli ultras laziali da cui mi separa un mondo visto che a mio parere la storia della Lazio è molto diversa da come loro l'hanno interpretata furono arrestati a suo tempo nel 2006, e si fecero oltre due anni tra galera e domiciliari prima di essere condannati nel 2015 nel primo processo, accusati di aver minacciato la presidenza della Lazio con lettere anonime, telefonate, altro, nel tentativo di scalare la società. Fin qui tutto chiaro? A me sembra solo apparentemente tutto chiaro...
Che si arrivi ad una sentenza di assoluzione dopo 21 anni dall’inizio dell’inchiesta la dice lunga sulle clamorose lungaggini della giustizia in Italia ma non la si dice tutta, visto che la storia è incredibile. Uno degli imputati, Paolo Arcivieri scrive nel 2009 un libro a suo modo clamoroso, a TESTA ALTA, e la sua storia viene anche ripresa e difesa dai radicali e da altri per denunciare come non dovrebbe essere la giustizia in Italia. Guardate la data di questo video denuncia dei radicali e di altri, il 15 gennaio 2010. Il video è questo:
E il titolo questo: A testa alta. Lotte, passioni, emozioni di un vero irriducibile. Il racconto e i retroscena di una storia di ordinaria ingiustizia
Nel libro l’Arcivieri sostiene che le lettere minatorie come alcune telefonate provengono da utenze interne a Villa San Sebastiano. Questo dovrebbe essere facilmente documentabile o confutabile. Quindi o l’Arcivieri mente e doveva essere indagato anche per questo reato o scrisse la verità e allora si doveva indagare anche in altra direzione e allora a che pro la condanna del 2015, cinque anni dopo?
Invece secondo questo bell’articolo di Stefano Greco non succede nulla, non si fanno indagini in merito a quanto detto da Arcivieri per aver eventualmente sostenuto il falso né lo si riabilita per aver detta la verità. Come fosse una non persona, lo si condanna lui e gli altri nel 2015 come se quanto da lui detto e scritto non esistesse. Qui l’articolo di Stefano Greco.
Decimo

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